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MONTE SCALAMBRA

I monti Ernici

L'ascesa al Monte Scalambra attraverso il bosco lungo il Sentiero E1 per arrivare ad ammirare la Valle del Sacco.

Altre informazioni sulla escursione da Piglio alla vetta dello Scalambra.

Guerriero Ernico

 

Mappa del percorso

 

Descrizione

Usciti da Piglio, sulla provinciale in direzione degli altipiani di Arcinazzo, dopo un paio di Km si incontra un cartello giallo con l'indicazione Convento di San Lorenzo. Imboccata la brusca deviazione sulla sinistra in salita, occorre percorrere questa stradina fino alla casa sulla destra con l'annesso cortile.

L'inizio del sentiero è segnalato da un cartello con la tipica "bandierina" con le bande rosso-bianco-rosso e la scritta E1.

Ci si trova in prossimità di un tornante della strada ed all'inizio di due sentieri, dei quali, uno in discesa che probabilmente conduce a campi coltivati.

Sulla destra all'inizio del sentiero si trova un fontanile con un flusso abbondante di acqua fresca proveniente probabilmente dall'acquedotto del Simbrivio. Dalla mappa è visibile il percorso dell'acquedotto che passa esattamente in questo punto. E' consigliabile fare rifornimento di almeno un litro d'acqua in questo punto perché non ci sono altre fonti durante il percorso.

A pochi metri sempre sulla destra un cartellone con una carta indica un sentiero che collega il paese di Piglio con quello di Acuto.

Il sentiero in questo tratto si presenta come una carrareccia in leggera discesa. La vegetazione è quella tipica dei luoghi freschi umidi ed azotati con vari esemplari di Farfaraccio, Lamio e Sambuco. (1)

Questa carrareccia conduce probabilmente in prossimità del paese di Serrone completamente adagiato sul fianco della montagna.

Percorsa una breve distanza sulla carrareccia, sulla destra si trova l'imbocco in salita del sentiero. L'identificazione di questo punto non è molto evidente e bisogna fare attenzione ad alcuni segni: un nastro bianco-rosso appeso ad un ramo, un cumulo di sassi a terra ed una bandierina rosso-bianco-rosso su un albero pochi metri più avanti sulla salita.

Questo tratto è piuttosto stretto ed ingombro di vegetazione spinosa come la Rosa canina e Cardi. Si tratta di una variante di collegamento con il sentiero originario che partiva dal piazzale del Convento di S. Lorenzo. La variante è stata necessaria perché attualmente non è più consentito l'accesso dal Convento.

La zona è anche esposta al Sole con il fondo sconnesso e sassoso. E' preferibile affrontare questa zona con un'andatura tranquilla, facendo attenzione alle piante spinose ed con un passo piuttosto corto.

In questa zona troviamo vari esemplari di piante tipiche delle zone assolate come la Ginestra, il Ginestrino, l'Elicriso ed il Timo. Gli alberi presenti sono alcuni piccole Roverelle e Lecci e qualche Acero. Sono presenti anche alcuni esemplari di Pino Nero che troveremo fino alla vetta, probabilmente generazioni successive del rimboschimento dello Scalambra.

 

La variante termina con una chiusura con filo spinato costruita probabilmente per impedire il passaggio degli animali. E' consentito il passaggio di queste recinzioni ricordando di lasciarle sempre nello stato con cui le abbiamo trovate.

Dopo questo passaggio il sentiero diventa più agevole con un fondo di terra piuttosto compatta ed in ombra. Si notano alcune semplici opere a secco come muretti e scoli per l'acqua. Queste opere indicano che si tratta di un sentiero di una certa importanza ed utilizzato frequentemente.

 

Lo stato di conservazione degli scoli dell'acqua ricoperti di vegetazione sono l'indizio che questo sentiero è attualmente poco utilizzato. La scarsa frequentazione da un lato ha il vantaggio di trovare sul percorso ben pochi rifiuti sintomi del passaggio umano, ma anche il rischio che il sentiero possa essere cancellato da interventi di sbancamento oppure da recinzioni invalicabili.

Sarebbe auspicabile che questo sentiero come molti altri fosse utilizzato oltre che alle visite occasionali come la nostra, anche dalla popolazione locale, favorendole con qualche simpatica manifestazione.

L'utilizzazione corretta di un sentiero è la garanzia migliore che rimanga in buono stato e che non sarà utilizzato per scopi dannosi per l'ambiente.

 

Proseguendo verso l'alto, dopo qualche tornante, si incontra una zona aperta con un piccolo terrazzamento naturale. Con una breve sosta si può ammirare un panorama di Piglio e più lontano la sagoma allungata di Anagni più a Sud nella valle del fiume Sacco.

 

Lungo tutto il percorso occorre fare attenzione alle bandierine ed alle frecce che indicano si deve percorrere il sentiero che prosegue diritto oppure volta a destra o a sinistra. Dalla mappa è evidente comunque che si deve proseguire salendo in direzione di Sella Inzuglio con una serie di tornanti che evitano l'ascesa troppo rapida.

 

Nella zona successiva si trovano esemplari di varie specie di quercia come roverelle, lecci, cerri e di aceri. Questi alberi sono spesso intervallati con gli alberi da rimboschimento sia isolati che in gruppi.

Alla quota di circa 800 metri si incontra un sentiero più grande e poco più avanti, dopo un breve gradino sassoso, un altro sentiero ancora più grande denominato "Quota Mille". Questo sentiero collega la zona alta di Serrone con la provinciale Piglio-Altipani di Arcinazzo nelle immediate vicinanze del sentiero che porta ad Acuto. Questo agevole sentiero che si mantiene a quota quasi costante è caratterizzato da muri di sostegno ben realizzati con pietre a secco. Ai lati troviamo numeroso colonie di Timo ed Elicriso, a terra sono evidenti le tracce del passaggio di bovini ed equini.

Dopo aver percorso pochi metri in direzione di Acuto,  si nota sul muro a secco prima un cartello in legno e successivamente in metallo che segnalano la deviazione in salita verso la vetta dello Scalambra.

Il primo tratto è abbastanza agevole e simile al percorso precedente fino ad intravedere verso l'alto una zona più luminosa e quindi senza alberi che indica la zona prossima al crinale dello Scalambra.

Il sentiero sale diventando sempre più ripido ed esposto al sole prima di uscire completamente all'esterno del bosco. Nell'ultima zona in ombra è consigliabile osservare la prosecuzione dl percorso nella zona sassosa evidenziata da indizi del passaggio. 

Il breve tratto in salita ha un fondo sconnesso ed instabile, ma fortunatamente è piuttosto breve prima di incontrare un fondo più solido.

Comunque sono sempre presenti frecce e bandiere dipinte su alcuni sassi che ci conducono al valico di Sella Inzuglio. Qui ai piedi un pino isolato si trovano varie frecce che indicano l'incrocio di sentieri che conducono alla Madonna del Monte verso Acuto e verso lo Scalambra verso Serrone oppure Altipiani di Arcinazzo.

 

La vegetazione è caratterizzata da una brusca differenza tra il crinale orientato verso la valle del Sacco a Sud-Ovest e quella verso Altipiani di Arcinazzo a Nord-Est. Il primo versante è caratterizza da vegetazione mista con abbondanza di piante eliofile, mentre il versante Nord-Est è ricoperto da un bosco puro di Faggi di medie dimensioni.

 

Attraversato un breve tratto scoperto in direzione della vetta e vicini al crinale si entra in un pino piccolo bosco dove sono presenti alcune segnalazioni con bandierine.

Si entra finalmente nella faggeta utilizzando per l'orientamento le bandierine sugli alberi, ma anche con il riferimento della zona aperta alla nostra sinistra dalla quale non ci deve mai allontanare.

L'uscita per la vetta dello Scalambra è segnalata sia da una freccia che dalla pendenza del terreno che sale sulla nostra sinistra.

 

Sulla vetta dello Scalambra il panorama si apre da Anagni a Paliano e Bellegra sulla Valle del Sacco, sui Monti Lepini, il Vulcano Laziale, I Lucretili. Sulla nostra sinistra si osservano dopo la periferia di Piglio il paese di Acuto, parte di Fiuggi ed il lago di Canterno.

 

(1) Questo è un collegamento con il mio archivio botanico. Inserire il nome nella casella di ricerca per trovare i dati e l'immagine della pianta. L'archivio può essere utilizzato anche per le altre piante citate nel testo.

 

Foto dell'ultima uscita

 

Telefona sempre per la conferma

Appuntamento ore 8,30 alla fermata Metro Subaugusta (da confermare)

Pranzo al sacco, durata circa 6 ore, dislivello 600 metri

Anna PIGLIAUTILE Tel. 3495563373
Fabio PIFERI Tel. 3479002912
Mail:   fabpifer@libero.it

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